Festival del diritto
Luoghi del Festival
07 luglio 2010
I luoghi del Festival
07 luglio 2010

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Palazzo Gotico: Salone, Arcate
Piazza dei Cavalli
L’edificio domina lo spazio principale del centro cittadino, piazza de’ Cavalli, famosa anche per le statue equestri di Ranuccio ed Alessandro Farnese. Il palazzo fu voluto nel 1281 da Alberto Scoto, capo dei mercanti e signore ghibellino della città e fu progettato dalle maestranze locali e forse comacine. Gli architetti che seguirono i lavori furono i piacentini Pietro da Cagnano, Negro de Negri, Gherardo Campanaro e Pietro da Borghetto.
Di stile lombardo ogivale, ricorda nell’aspetto i tradizionali palazzi comunali dell’Italia settentrionale, col porticato basso per le adunanze popolari e i solenni finestroni con balconata per dar luce al grande e unico salone superiore, originariamente creato per le grandi assemblee, ma che nel corso dei secoli fu anche utilizzato come magazzino e successivamente come teatro.
La cornice ornata di archetti, la merlatura ghibellina a coda di rondine, la torretta centrale che racchiude il campanone e le due torrette laterali, sono insigni simboli dell’architettura civile medioevale.
Su un basamento marmoreo, aperto da una loggia gotica con archi a sesto acuto, s’imposta il piano superiore, dalle forme romaniche, con archi a pieno centro traforati da snelle trifore. È suggestivo il contrasto tra la parte inferiore in marmo rosa di Verona e quella superiore in cotto rosso decorato a motivi geometrici.
Una Madonna col Bambino, del XIII secolo, un tempo posata in una nicchia della facciata, è ora conservata al Museo Civico, e sostituita da una copia.
 

Auditorium S.Ilario

Corso Garibaldi
La chiesa sconsacrata di Sant’Ilario, oggi adibita ad auditorium per manifestazioni e attività culturali, risale al 1120 e nel medioevo aveva unito un ospizio per i pellegrini che attraversavano la città lungo il percorso della via Francigena. La facciata è coronata da una loggetta rampante con ciotole smaltate e presenta un bel portale tripartito dagli strombi in pietra.
L’architrave che sovrasta il portale, che da alcuni è attribuita allo scultore Nicolò, rappresenta l’episodio dell’incredulità di San Tommaso ed è un importante saggio della scuola di Piacenza.
 

Sala dei Teatini - Ex chiesa di S.Vincenzo

Via Scalabrini 9
La prima notizia documentaria, relativa a una chiesa parrocchiale dedicata a San Vincenzo, si riferisce alla sua fondazione nel 1100 e alla ricostruzione avvenuta nel 1278. La chiesa è ceduta ai padri Teatini, arrivati a Piacenza nel 1571, rendendo necessario un adeguamento alle nuove esigenze come testimoniano alcuni interventi condotti dal 1574 al 1580. Si tratta però di un intervento che ben presto verrà reso inutile dal progetto della chiesa attuale che, iniziata nel 1595, viene consacrata il 29 giugno 1612. Chiusa nel 1810, viene riaperta nel 1822 per iniziativa di alcuni privati che nel 1843 cedono l’intero complesso conventuale ai Fratelli delle Scuole Cristiane che lo vendono negli anni 70 del XX secolo al Comune di Piacenza. I documenti riportano anche notizia di un oratorio contiguo alla chiesa, realizzato intorno al 1629, con volta affrescata da Ferdinando Bibiena della quale non si è conservata traccia.
Al termine di due anni di lavori ininterrotti, nel corso dei quali è stato compiuto il restauro dell’edificio e di tutti i suoi affreschi, un progetto d’avanguardia ha trasformato l’ex chiesa in un moderno auditorium: un luogo di cultura vitale e fruibile.

La sala è aperta al pubblico tutto l’anno dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 ogni sabato, domenica e festivi. Parcheggi più vicini: parcheggio della Cavallerizza a mt 100, parcheggio Girelli in via Girelli a mt 50.
 

Teatro dei Filodrammatici

Via S. Franca, 33
Il Teatro dei Filodrammatici è una presenza storica nel percorso culturale di Piacenza.L’edificio di via Santa Franca, oggi teatro all’italiana con due ordini di palchi, fu costruito nel cinquecento e svolse, nei secoli, funzioni ben diverse.
La sua origine risale al 1549 quando le monache cistercensi di Santa Franca avviarono la costruzione di una e di un convento, oggi sede del Conservatorio.
In seguito l’edificio passò sotto l’egida del demanio, sino a quando Maria Luigia d’Austria lo concesse al Comune di Piacenza che lo destinò a usi militari.
Fu nei primi anni del 900 che la ex chiesa di Santa Franca fu convertita in teatro, con l’inserimento di una platea con loggiato e un ampio palcoscenico. La facciata, in stile Liberty, è opera dell’ingegner Gazzola.
Il Teatro dei Filodrammatici, inaugurato nel 1908, rimase attivo fino agli anni Ottanta, quando fu necessaria una lunga chiusura per i lavori di restauro, che si conclusero nel 2000. Attualmente il teatro può accogliere poco meno di 300 spettatori.

 

Palazzo Galli: Salone dei depositanti, Sala Panini

Via Mazzini, 14
Palazzo Galli fu costruito nel XVII secolo dalla famiglia Raggia, commercianti presumibilmente di origine ligure, che avevano ottenuto la nobiltà dai duchi Farnese. Alla committenza della famiglia Raggia si devono gli affreschi della sala del primo piano, raffiguranti Storie di Giulio Cesare e le Idi di marzo, opere del pittore Giovanni Ghisolfi (1623-1683). Nel 1767 il Palazzo viene venduto alla famiglia Galli, che cura il rifacimento della facciata e l’affresco di Giuseppe Milani, raffigurante L’apoteosi di Cesare, e vi rimane fino al 1872, anno nel quale viene acquistato dalla Banca Popolare Piacentina, che commissiona la realizzazione del pronao neoclassico e di alcuni affreschi.
Il Palazzo passa di proprietà del Consorzio Agrario nel 1919, fino al suo trasferimento nel nuovo Palazzo dell’agricoltura di via Colombo, e poi ritorna ad un istituto di credito piacentino con l’acquisto nel 1999 ad opera della Banca di Piacenza, che ne cura il restauro. Nel 2001 Palazzo Galli ospita una mostra dei dipinti del piacentino Gian Paolo Panini conservati all’Hermitage di San Pietroburgo e, nel 2004-2005 una prestigiosa esposizione dell’opera del piacentino Gaspare Landi.

 

Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano
Via S. Eufemia, 12
In via Sant’Eufemia, di fronte a Palazzo Rota Pisaroni, è attivo l’Auditorium Santa Margherita, attrezzato per spettacoli, convegni e iniziative culturali e in grado di accogliere oltre un centinaio di posti a sedere.
L’auditorium nasce dal restauro della chiesa romanica di Santa Margherita, che fu edificata sui resti della chiesa paleocristiana dedicata a Santa Liberata. Di quell’antichissimo edificio è giunta a noi la cripta e sono ancora custoditi i resti romani e alcune tombe longobarde.
Tra i pregi artistici dell’auditorium è ben visibile,nella volta del presbiterio che sovrasta il tavolo dei relatori, il immagine raffigurante la Cripta della Fondazione Piacenza Vigevano - Piacenzagrande affresco Gloria di santa Margherita, opera di Luigi Mussi, che rappresenta la santa posata su un drago e accolta in cielo dalla Vergine e da una gloria di putti. Le parti a quadratura che serrano l’affresco sono attribuite ad Antonio Alessandri.
 

Palazzo Rota Pisaroni: Salone d’Onore
Via Sant’Eufemia, 13
Gerolamo Rota, appartenente a una ricca famiglia di negozianti di cordami da poco assurta al patriziato, decide nel 1748 di acquistare dai conti Platoni una dimora adibendola a propria residenza. La facciata si risolve con tre ordini di finestre mosse da incorniciature a stucco e motivi a conchiglia e mascheroni, che riprendono nelle loro linee morbide il flettersi del marcapiano. Balconate in ferro battuto ravvivano ulteriormente il fronte.
L’interno si articola secondo il consueto schema a U, tipico delle dimore signorili piacentine. Assai interessante è la controfacciata, che presenta un porticato a cinque aperture e loggia superiore ad archi ribassati e, all’opposto, una scala a due rampe divergenti aperta sul cortile.
Tra gli ambienti, il più suggestivo è sicuramente il salone, dal complesso e raffinato impianto decorativo.
 

Spazio Costa
via Roma, 80
A Palazzo Costa sono da ricordare: lo scalone attribuibile a Ferdinando Bibiena e la notevole ringhiera di ferro battuto risalente alla fine del XV secolo. All’interno è ospitato il Museo ambientale del ’700 (dipinti, arredi, oggettistica).

Fermata autobus Tempi a mt 20 linee n. 3, 17. Parcheggi più vicini: parcheggio Sant’Ambrogio a mt 300, parcheggio a pagamento custodito San Martino a mt 250.
 

Santa Maria della Pace
via Scalabrini, 19
Costruita alla fine del Cinquecento, è di proprietà degli Ospizi Civili che, dopo averla restaurata, l’ hanno adibita recentemente ad Auditorium; nella volta si conservano affreschi di Luciano Ricchetti. Orario: aperta solo in occasione di convegni.

Parcheggi più vicini: parcheggio della Cavallerizza a mt 100, parcheggio Giarelli in via Giarelli a mt 50.