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09 October 2010
I contadini sono alla base della nostra società
09 October 2010
<<La Rivoluzione verde ha portato ad un’agricoltura dopata ed intensiva>>. Con queste parole esordisce Piero Bevilacqua nella sua relazione, intitolata “Una storia di disuguaglianze, l’agricoltura nel mondo globale”.
Lo studioso di storia contemporanea ha messo a disposizione del pubblico la sua accurata analisi rivolta al mondo dell’agricoltura, partendo da quel fenomeno che viene definito “Rivoluzione verde”. Una cinquantina di anni or sono, la crescita demografica aveva raggiunto picchi impressionanti e non vi era cibo sufficiente per sfamare tutta la popolazione. La fame nel mondo iniziava drasticamente ad aumentare e, nel tentativo di far fronte a questo problema, si pensò, negli anni settanta, di “industrializzare” l’agricoltura, con un fenomeno chiamato “Rivoluzione Verde”.
Affermandosi questo nuovo metodo nell’agricoltura, i primi risultati furono straordinari. Tuttavia si trattava di un vantaggio esclusivamente momentaneo, che diventò un problema nel lungo periodo sotto diversi punti di vista.
La prima e più grave difficoltà si riscontrò in paesi come l’India. Qui vennero create grandi aziende monopolizzate da pochi, a svantaggio delle piccole proprietà; si è arrivati poi alla progressiva degradazione dei contadini che nel tempo sono quasi del tutto scomparsi. La Rivoluzione verde ha portato vantaggio esclusivamente alle classi medio - alte, quelle che già erano maggiormente agiate.
Un altro enorme problema è che l’agricoltura consuma decisamente molta più energia di quanto se ne produca, oltre a creare un impatto ambientale di proporzioni notevoli; le innovazioni moderne come il biogas o il biocarburante, sono inutili perché non riescono a riportare i parametri del rispetto ambientale ad un livello normale.
Infine, ed è sicuramente il problema maggiore, la fame nel mondo resta. Costi troppo ingenti, sprechi troppo elevati non consentono di arrivare ad una produzione che possa sfamare quel miliardo di persone che nel mondo, ancora oggi, rimangono prive di cibo.
La soluzione non la troviamo solo nel biologico (in quell’agricoltura che si basa sullo scarso utilizzo di prodotti chimici) o nella biodinamica (in quella filosofia che ha come obiettivo “nutrire il campo”, rinforzando le difese nel terreno); va cercata in un’agricoltura più semplice e più responsabile che possa informare meglio gli agricoltori, che dovrebbero diventare anche dei co-produttori.
Conclude il professore: <<Malgrado le meraviglie tecnologiche siamo esseri naturali. Come tali abbiamo bisogno di cibo per vivere; ed il cibo viene prodotto dai contadini, che sono la base della nostra società: non li possiamo trattare come reietti>>.
Nicola Paraboschi, 5°A IPAAS "Marcora" di Cortemaggiore, "Obiettivo Terra"