Festival del diritto
La voce delle scuole
09 October 2010
Insieme, verso un futuro di uguaglianza e dignità
09 October 2010
Damiano Borella       ITC Romagnosi, Piacenza      The Mente

Insieme, verso un futuro di uguaglianza e dignità


So che potrebbe sembrare strano, ma è stato proprio l’incontro riguardante l’assetto del di-ritto liberale messo in crisi dal femminismo, quello che mi ha particolarmente colpito nell’ambito del Festival del diritto di quest’anno. Inizialmente credevo che mi sarei sentito parecchio a disagio: pensavo di trovare l’intero Salone dei Depositanti di Palazzo Galli po-polato da sole donne e ragazze, e in quel caso credo proprio che la mia sudorazione a-vrebbe raggiunto l’apice e sarei diventato più paonazzo di un maratoneta. I gradini che conducevano all’aula mi sembravano ostacoli insormontabili. Fortunatamente quando en-trai in sala di volti ce n’erano veramente molti, ma la cosa più importante è che erano sia di uomini che di donne. Capii subito che il vero ostacolo non erano i gradini, bensì la mia mente. Un pensiero errato, strani pregiudizi che mi balenano in testa di cui non riesco a li-berarmi.
Puntualmente alle ore 9.30, sono seduto pronto ad ascoltare le parole di Maria Rosaria Marella, ordinaria di diritto privato nell’Università degli Studi di Perugia. Esordisce subito con la frase che mi ha fatto più riflettere e su cui si è costruito tutto il discorso: “Non si na-sce donna, ma si diventa donna”. A questo punto la mia mente parte per la tangente: e io? Anche per me sarà vero che non sono nato uomo, ma che devo affrontare un cammino per diventarlo pienamente? Un cammino fatto di comprensione e di rispetto dell’identità mia e altrui. Questa considerazione cade a pennello sulla mia personalità, non che io sia una donna, ma sicuramente, allargando gli orizzonti di queste parole, si possono capire veramente molte cose. Sembrano semplici termini, quasi un gioco di parole, ma nascon-dono un significato profondo.
Ora che ci penso, credo che questa tensione mi abbia accompagnato sin dalla mia infan-zia. I miei genitori avrebbero voluto una ragazza, avevano già deciso il futuro nome: Co-rinne. Sono cresciuto con la convinzione di non essere accettato pienamente dai miei e che non sarei mai stato ciò che loro volevano veramente, ma mi sbagliavo di grosso. Sto crescendo, passano gli anni, e i ricordi si affollano nella mia mente. Certamente i più belli e significativi, sono quelli che coinvolgono i miei genitori: intere giornate tra gite in famiglia piuttosto che semplici giochi in casa in un giorno di pioggia. Non so quanto darei per poter rivivere ancora l’intensità di quelle splendide giornate, soprattutto ora che ho capito vera-mente che l’amore dei genitori abbatte ogni barriera.
Certe volte mi fermo e penso se un giorno sarò anch’io un buon marito, ma soprattutto un buon padre. Vorrei veramente che mio figlio potesse pensare quello che io penso di mio padre. Mi piacerebbe poter, quindi, affermare: “Sono diventato uomo”. La vita si costruisce giorno per giorno; non è importante il proprio sesso: tutti dobbiamo capire ciò che voglia-mo realmente dall’esistenza.
Mi costringo a concentrarmi sulla conferenza dicendomi che forse non è questo il motivo per cui questo evento è stato inserito all’interno della carrellata di manifestazioni, che si sono susseguite durante il Festival del diritto. Il tema fondamentale è la disuguaglianza, una delle caratteristiche più evidenti di questo nostro mondo. E’ veramente difficile pensa-re ad una società rispettosa di uguali, un’utopia dettata dall’articolo 3 della Costituzione italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni per-sonali e sociali”.
La donna ha un ruolo fondamentale all’interno della società, non potrei nemmeno imma-ginare un’esistenza senza mia madre. Non è giusto che le donne debbano portare sulle spalle un carico fatto di pregiudizi e di subordinazione.
È ora di crescere: è ora di diventare donne o uomini che camminino insieme a testa alta e occhi limpidi. I pregiudizi sono zavorra del passato. Solo così l’umanità potrà esprimersi appieno.

Damiano Borella


dami.bore@hotmail.it